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Furseo
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mwbqFurseo, o Fursa (lat. Furseus, ingl. Fursey, fr. Fursy) (Irlanda, ... – Mézerolles, 649 circa), è stato un monaco cristiano irlandese; abate di Lagny-sur-Marne, svolse anche attività di evangelizzazione come pellegrino e fondatore di monasteri. È venerato come santo dalla Chiesa cattolica.

Contents

Note
Studi

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Biografia

Nato in mwcgIrlanda, figlio di una nobile famiglia, Fursa ricevette fin da piccolo un’educazione religiosa che lo spinse a divenire con fervore e passione uno dei tanti Scotti del suo tempo, ovvero mwcwmonaci itineranti di origine insulare che compivano mwdaperegrinationes in mwdqInghilterra e sul continente con lo scopo di mwdgevangelizzare le popolazioni ancora mwdwpagane ed edificare nuove comunità monastiche.

Le fonti mweqagiografiche raccontano che in giovane età, dopo essersi dedicato ad uno studio approfondito delle mwegScritture, lasciò la famiglia e fondò il suo primo monastero in Irlanda; fece, poi, ritorno a casa, per diffondere anche fra i suoi parenti il medesimo ardore religioso e qui, nel 627cite-ref-1[1] circa, ebbe le sue mwfwvisiones: fenomeni mistici grazie ai quali la sua mwgqanima si narra che poté, in due diverse occasioni, abbandonare il corpo e sperimentare un viaggio nell’mwggaldilà, attraverso mwgwparadiso e mwhainferno, guidata dagli mwhqangeli. Le mwhgvisiones accrebbero e consolidarono la sua spiritualità e la sua mwhwfede, tanto da spingerlo a dieci annicite-ref-2[2] di mwjapredicazione itinerante per l’Irlanda, inizialmente, e poi in Inghilterra. In Irlanda, infatti, attirò su di sé invidie ed odi e perciò, anche a causa delle costanti mwjqincursioni barbariche che devastarono l’isola, dovette lasciare la terra natia, accompagnato solo da pochi fedeli; si rifugiò dapprima su un’isoletta al largo della costa e in seguito in Inghilterra.

Giunse in Inghilterra intorno al 631 circa e qui fu ospite presso il re dell’mwjwAnglia orientale, mwkaSigeberto, che ne divenne protettore e sostenitore e che gli concesse la terra per edificare il monastero di Cnobbetsburg (oggi mwkqBurgh Castle, nel mwkgSuffolk). In seguito, intorno al 642, il suo spirito irrequieto, nonché nuove incursioni barbariche e la morte di Sigeberto, lo spinsero ad abbandonare anche l’Inghilterra e, affidato il monastero di Cnobbetsburg al fratello Foillan, si recò in mwkwGallia, per portare avanti la sua opera di predicazione presso i mwlaFranchi; qui trovò nuovi protettori in Ercanwaldo, maggiordomo di mwlqNeustria, e nel re mwlgClodoveo II e fondò un nuovo monastero, mwlwLatiniacum (oggi mwmaLagny-sur-Marne, nell’mwmqÎle-de-France) di cui fu abate.

Morì di malattia attorno al 649cite-ref-3[3], mentre si trovava in viaggio al seguito del re e del suo maggiordomo. Fu sepolto a mwnwPéronne, in mwoaPiccardia, dove era stata da poco edificata una nuova basilica; i suoi resti furono sepolti e conservati come mwoqreliquie e quando, quattro anni più tardi, il corpo fu riesumato per essere traslato in una piccola mwogcappella mwowad hoc, fu ritrovato intatto.

Si decise così di fondare nel luogo della sepoltura un monastero che divenne un importante centro religioso e spirituale di riferimento per gli irlandesi sul continente: attirò, infatti, moltissimi pellegrini e altrettanti monaci che a lungo lo popolarono, conferendo alla località il soprannome di mwpqPeronna Scottorum (“Péronne degli irlandesi”); c’è chi ipotizzacite-ref-4[4] che sia stato proprio uno di questi monaci, forse proprio in occasione della traslazione, a comporre la mwqgVita Fursei nel 653/654 circa.

La data liturgica in cui viene celebrato è il mwra16 gennaio.

Fonti biografiche: Vita Fursei e successive riprese

Vi sono pochi dati precisi inerenti alla cronologia biografica e alla mwsagenealogia del santo, alcuni derivanti da mwsqAnnali irlandesi, come gli mwsgAnnali dell'Ulster, altri da fonti collaterali come l’mwswAdditamentum Nivalensecite-ref-5[5], ampliamento alla mwuqVita Fursei che narra del martirio di uno dei monaci fratelli di Fursa, Foillan, o la mwugVita sanctae Geretrudiscite-ref-6[6], entrambi risalenti alla seconda metà del VII secolo; notizie supplementari possono essere ricavate, ancora, da genealogie e mwwamartirologi irlandesi o da altre mwwqVitae di santi originari dell’isola.

Tuttavia la fonte principale, che risulta essere decisamente attendibile e precisa nei suoi dati storici, confrontabili e verificabili con altre fonti indipendenti, è la mwwwVita Furseicite-ref-7[7], un’opera composta a breve distanza dalla morte del santo, presso Péronne, luogo di sepoltura del santo. La vicinanza cronologica e geografica del mwyabiografo, appartenente al medesimo ambiente monastico del santo, la rendono una fonte importante, tanto che è stato addirittura ipotizzato ch’egli conoscesse personalmente Fursacite-ref-8[8]. L’opera, oltre a ripercorrere la vita e l’attività missionaria di Fursa, narra anche le mwzqvisiones che egli ebbe, ancora giovane, prima di lasciare l’Irlanda e nelle quali intraprese un viaggio mistico nell’aldilà, guidato da alcuni angeli; questa sezione della mwzgVita, conosciuta meglio come mwzwmwaaVisio Fursei, ebbe grande presa sui lettori dell’epoca, tanto che gli stessi mwaqmanoscritti che tramandano la mwagVita spesso la evidenziano per mezzo di rubricature, titoli o veste grafica differente. La mwawVisio, inoltre, prese a circolare anche separatamente dal resto dell’opera, come testo a sé stante.

Quest’antica mwbqVita, nella sua versione ampliata dell’mwbgAdditamentum, fu ripresa anche da mwbwBeda il Venerabile nel III libro della sua mwcamwcqHistoria ecclesiastica gentis Anglorumcite-ref-9[9] (731 ca.), dove, narrando dei regnanti dell’Anglia orientale e in particolare di re Sigeberto, egli racconta anche di san Fursa, riferendo di trarre le sue notizie da un mwdglibellus, identificabile con la mwdwVita Fursei.

La mweqVita Fursei è stata poi in seguito diverse volte ripresa, ampliata e riscritta nel corso dei secoli: oltre al già citato mwegAdditamentum Nivalense, si tramandano anche le mwewVirtutes Fursei (IX secolo, Gallia), un’mwfaAlia Vita (XII secolo) e una mwfqVita in lingua irlandese (XIII secolo), anche se questa parrebbe essere nient’altro che una traduzione dell’adattamento di Beda e non fornisce informazioni supplementari.

L’mwfwAlia vita, anonima, con prefazione dell’abate Arnolfo, venne composta intorno al 1100 a Lagny-sur-Marne, monastero fondato dallo stesso Fursa durante il suo soggiorno in Gallia, e fornisce, in aggiunta alle altre fonti biografiche, anche alcune interessanti notizie circa la genealogia di san Fursa, ossia le origini e i destini dei suoi antenati; essa attinge, molto probabilmente, le sue notizie da diverse fonti pregresse, in particolare, la mwgaVita Fursei per ciò che concerne l’attività del santo in Irlanda, le mwgqVirtutes in relazione al periodo trascorso in Gallia, e, infine, una fonte irlandese piuttosto antica da cui trae le informazioni inerenti proprio alla genealogia: tale fonte è oggi non identificabile e quasi certamente perduta, ciò non di meno le tracce che lascia nell’mwggAlia Vita sono estremamente importanti.

La genealogiacite-ref-10[10] di Fursa, infatti, è quanto mai problematica e difficile da ricostruire, poiché le diverse fonti sono tra loro discordanti, sia per quanto riguarda i nomi e le ascendenze dei genitori del santo, sia per quanto concerne la regione irlandese di cui sarebbe originaria la sua famiglia; le due ipotesi concorrenti, circa questo secondo punto, sono quella che vorrebbe Fursa originario della regione di mwiaMunster (sostenuta anche dall’mwiqAlia Vita stessa), contrapposta a quella che lo vedrebbe invece discendere da una famiglia dell’mwigUlster. Ciò che invece possiamo concludere con sufficiente sicurezzacite-ref-11[11] è ch’egli fosse di famiglia nobile, ma non reale, ossia probabilmente discendente di una mwjwfortúathacite-ref-12[12] decaduta e che provenga da un mwlatúath, ovvero un territorio tribale dell’Irlanda, diverso da quello dove fondò il suo primo complesso monastico sull’isola.

Da ricordare, infine, che san Fursa passa attraverso mwlgUsuardo († 875 ca.) nei martirologi, dove viene celebrato il mwlw16 gennaio.

Tradizione manoscritta

La fama del santo in area insulare e il successo dell'opera che ne narrava la vita e le mwmgvisiones, portarono con molta probabilità ad un proliferare di mwmwtrascrizioni, a cui diede nuovo impulso e vitalità la ripresa che ne fece mwnaBeda. Questo ha dato vita ad una tradizione manoscritta dell'opera piuttosto ampia; è possibile trovarne un mwnqconspectus piuttosto esauriente nell'edizione critica di Kruschcite-ref-13[13]; Maria Pia Ciccaresecite-ref-14[14] fa però notare come esso non sia del tutto completo e come l'analisi che ne è fornita non sia sufficientemente approfondita, considerando anche che Krusch esaminò e diede mwpgedizione critica solo dell'inizio e della conclusione dell'opera, tralasciando la sezione inerente alla mwpwvisio.

In particolare Krusch individuò tre gruppi all'interno della tradizione (A, B, C), a seconda della maggior o minor vicinanza dei mwqqmanoscritti all'originale: i manoscritti A sono quelli più fedeli all'originale, quelli appartenenti al gruppo C, invece, quelli che maggiormente se ne distaccano, i mwqgdeteriores; i manoscritti sono nominati in successione progressiva mediante numeri e lettere minuscole e secondo il gruppo di appartenenza (mwqwmwraex. Amwrq1, Amwrg2, Cmwrw2a, Cmwsa2b). Solo gli appartenenti al gruppo A sono ritenuti utili ai fini dell'edizione e in particolare è privilegiato Amwsq1, il quale dimostra una maggior aderenza alla lingua dell'originale e di non possedere interpolazioni successive.

Maria Pia Ciccarese concorda con Kursch per quanto riguarda le conclusioni generali a cui egli approda, tuttavia ritiene di dover riesaminare l'intera tradizione, non solo alla luce di alcuni manoscritti da lui non conosciuti, ma anche considerando il testo nella sua interezza; rinomina, inoltre, i manoscritti di cui si serve con sigle (lettere), a suo avviso, più chiare e meno confusionarie di quelle di Krusch. Identifica l'intera tradizione come discendente da un mwswarchetipo, già corrotto; secondo la sua opinione l'edizione critica è da basarsi prevalentemente sui tre manoscritti più antichi, tutti del mwtaIX secolo, da lei nominati:

• mwtwH (mwuaHarleianus 5041), corrispondente a Amwuq1 di Krusch
• mwuwC (mwvaCassanatensis 641) corrispondente a Amwvq2 si Krusch
• mwvwS (mwwaSessorianus 40) corrispondente a Cmwwq2a di Krusch

Questi tre, oltre ad essere i più vicini all'archetipo, che è possibile ricostruire mediante la loro concordanza, evidenziano anche i due rami diversi della tradizione (da una parte mwwwH e mwxaC da un mwxqantigrafo comune, dall'altra mwxgS), discendenti entrambi direttamente dall'archetipo. mwxwS, in particolare, rappresenta un ramo divergente, che spesso si discosta dall'archetipo; e proprio dal medesimo subarchetipo di mwyaS, Ciccarese fa derivare la copia dell'opera da cui trasse le sue notizie Beda.

Note

cite-note-11. La data della mwzwvisio di S. Fursa si ricava dagli Annali irlandesi e ci è confermata anche dalla mw0aVita Fursei, la quale asserisce ch’essa si verificò l’anno successivo all’oscuramento totale del sole – con questo ci si riferisce con ogni probabilità ad un fenomeno di offuscamento solare occorso a causa di un’eruzione vulcanica nel Nord Europa, il quale ci è confermato anch’esso dagli Annali, che lo datano al 626.
cite-note-22. O forse tredici, come riportano gli Annali irlandesi.
cite-note-33. La data della sua morte è riferita dall’mw1wAdditamentum Nivalense.
cite-note-44. L’ipotesi è sostenuta della studiosa Maria Pia Ciccarese, nel suo saggio dedicato all'analisi della mw2wVita Fursei e alla sua edizione critica, con particolare attenzione ai capitoli inerenti alle mw3avisiones: mw3qLe visioni di S. Fursa in mw3gRomanobarbarica: contributi allo studio dei rapporti culturali tra mondo latino e mondo barbarico (8), 1985, pp. 231-303
cite-note-55. BHL 3211 – edizione critica in: B. Krusch, mw4gMGH SS rer. Merov. 4, 1902, pp. 449-451.
cite-note-66. BHL 3490 – edizione critica in: B. Krusch, mw5gMGH SS. rer. Merov. 2, 1888, pp. 453-464.
cite-note-77. BHL 3209 – edita a stampa in: J. Bolland, mw6gActa Sanctorum, Jan. II, Anversa, 1643, pp. 36-44 e J. Mabillon, mw6wActa Sanctorum ord. S. Benedicti, II, Parigi, 1669, pp. 300-314. Ne esistono anche due edizioni critiche: la prima a cura di B. Krusch, mw7aMGH SS rer. Merov. 4, 1902, pp. 434-440, che però omette interamente i capitoli dedicati alle mw7qvisiones del santo; la seconda, più recente, è a cura di Maria Pia Ciccarese, mw7gLe visioni di S. Fursa in mw7wRomanobarbarica: contributi allo studio dei rapporti culturali tra mondo latino e mondo barbarico (8), 1985, pp. 231-303.
cite-note-88. A sostenere l’ipotesi è Maria Pia Ciccarese, mw8wv. supra note n. 4-7.
cite-note-99. BHL 3212-3212b – edizione critica in: Bertram Colgrave e Roger A. Mynors, mw9wBede’s ecclesiastical history of English people, 1969, Oxford, pp. 268-276 (lib. III, ch. 19).
cite-note-1010. Uno studio approfondito ed esaustivo circa la problematicità della genealogia del santo è quello di Stefanie Hamann: mw-wSt. Fursa, the genealogy of an Irish saint – the historical person and his cult in mw-aProceedings of the Royal Irish Academy. Section C (112), 2012, pp. 147-187.
cite-note-1111. In questo caso la fonte è, ancora una volta, la mwaqaVita Fursei, che descrive Fursa come mwaqenobilis e si riferisce alla sua terra natia, regione d’origine, come alla sua mwaqipatria, termine latino che in ambito irlandese è quasi sempre utilizzato per rendere l’autoctono concetto di mwaqmtúath.
cite-note-1212. I mwaqcfortúatha erano famiglie che governavano su regni non direttamente sottoposti alla dinastia dominante di una data regione – pur non essendo dunque famiglie reali, esse godevano di una posizione favorita e di un livello sociale elevato.
cite-note-1313. B. Krusch, MGH SS rer. Merov. 4, 1902, pp. 429-434
cite-note-1414. Maria Pia Ciccarese esamina e descrive la tradizione manoscritta dell'opera alle pp. 247-273 della sua edizione critica (Le visioni di S. Fursa in Romanobarbarica: contributi allo studio dei rapporti culturali tra mondo latino e mondo barbarico (8), 1985); fornisce, inoltre, un elenco delle sigle dei manoscritti da lei utilizzati alla p. 278

Bibliografia

Edizioni critiche

• M. P. Ciccarese, mwariLe visioni di S. Fursa in mwarmRomanobarbarica: contributi allo studio dei rapporti culturali tra mondo latino e mondo barbarico (8), 1985, pp.mwarq 231–303.
• B. Colgrave et R.A.B. Mynors, mwaryHistoria Ecclesiastica gentis Anglorum, Oxford, 1969, pp.mwarc 268–276.
• B. Krusch, mwarkVita Fursei Virtutesque Fursei Abbatis Latiniacensis, MGH SS rer. Merov. 4, Hanovre-Leipzig, 1902, pp.mwaro 423–449.
• B. Krusch, mwarwAdditamentum Nivialense de Fuillano, MGH SS rer. Merov. 4, Hanovre-Leipzig, 1902, pp.mwar0 449–451.
• B. Krusch, mwar8Vita sanctae Geretrudis, MGH SS rer. Merov. 2, Hanovre-Leipzig, 1888, pp.mwasa 453–464.

Studi

• A. Buckley, 'mwasqNobilitate vigens Furseus'. The Medieval Office of St Fursey, Norwich, Fursey Pilgrims, 2014
• C. Carozzi, mwasyLe voyage dans l’au-delà – D’après la littérature latine (Ve-XIIIe siècle), Roma, Collection de l’Ecole française de Rome, 1994
• L.H. Dahl, mwasgThe Roman Camp and the Irish Saint at Burgh Castle, Londra, Jarrold, 1913
• J. Desmay, mwasoLa Vie de Saint Fursy patron de la ville de Péronne, Péronne, Honoré Le Beau, 1715
• S. Hamann, mwaswSt. Fursa, the genealogy of an Irish saint - the historical person and his cult in mwas0Proceedings of the Royal Irish Academy, Section C (112), 2012, pp. 147-187
• J. Hennig, mwas8The Irish background of saint Fursy in mwataIrish Ecclesiastical Record (77), 1952, pp.18-28.
• W. M. Newman, mwatiCharters of St-Fursy of Péronne, Cambridge (Massachusetts), The Mediaeval Academy of America, 1977
• P. O’Riain, mwatqLes Vies de saint Fursy: les sources irlandaises in mwatuRevue du Nord (68, n°269), aprile-giugno 1986, pp.405-413
• O. Rackham, mwatcTransitus Beati Fursei - A Translation of the 8th Century Manuscript Life of Saint Fursey, Norwich, Fursey Pilgrims, 2007
• M. Smith, mwatkThe origins of Purgatory through the lenses of seventh-century Irish escathology in mwatoTradition (58), 2003, pp. 91-132

Voci correlate

• mwat4Visio Fursei

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Collegamenti esterni

• citerefbritannica-com(EN) Saint Fursey, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
• citerefcatholic-encyclopedia(EN) Furseo, in Catholic Encyclopedia, Robert Appleton Company.
• mwauuVita sancti Fursei in mwauyCODECS (Online Database and e-Resources for Celtic Studies)
• mwaugSaint Fursey voce in mwaukCatholic Encyclopedia (1993), in mwauoWikisource
• mwauwFursa in mwau0Prosopography of Anglo-Saxon England
• mwau8Bibliografia su San Fursa, su hell-on-line.org.